Ricordo molto bene quando ho notato per la prima volta questo libro, un’opera dal titolo particolare che fin dall’inizio ha stuzzicato la mia curiosità spingendomi all’acquisto compulsivo da brava compratrice seriale quale sono, ma mai abbastanza da indurmi ad affrontarne la lettura forse perché titubante di fronte alla lunghezza significativa della serie Tangled, che conta ben sei volumi, il primo dei quali è proprio Non cercarmi mai più.
Dopo molto tempo trascorso a vivere altre avventure letterarie nei panni di innumerevoli personaggi, a volte simili, tante versioni della stessa storia che si compensano sviluppandosi ulteriormente e riempiendo gli ipotetici buchi lasciati per strada, ogni tanto particolari, piccole ed essenziali minuzie capaci di fare una differenza tale da perpetrare la memoria di quegli individui di carta nelle nostre rimembranze più dolci e care, durante la classica giornata storta quanto la Torre di Pisa, ho deciso di prendere il Kindle Paperwhite e lanciarmi di petto nella scrittura di Emma Chase, una penna che mi ha davvero colpita passando a pieni voti l’esame meticoloso a cui il mio essere lettrice l’ha sottoposta senza mezzi termini né vie di fuga.
Siete pronti a scoprire quali parole ho scelto per rappresentare la narrazione di Drew e Kate nel nuovo appuntamento della rubrica Thr33 Words?

L’espressione Morire dalle risate non è mai stata così calzante come in questo frangente letterario. Non cercarmi mai più è infatti permeato dall’inizio alla fine da un’atmosfera spassosa che inevitabilmente invade il lettore e lo spinge ad agire di conseguenza, lasciandosi andare e sentendosi montare dentro la libertà di sghignazzare con l’impeto che più si confà ad ogni scena affrontata durante la lettura del romanzo di Emma Chase.
La maggior parte del merito va per certo a Drew, il protagonista maschile e voce narrante, che, fin dalle prime righe, grazie alle quali abbiamo modo di fare subito la conoscenza di questo sciupafemmine incallito, una sorta di studio mirato eppure superficiale che, con lo scorrere delle pagine, diventa sempre più profondo e maturo, esterna la sua indole divertente non appena decide di deliziarci con le parole fluenti dalla sua angelica boccuccia d’oro, sia nella fase semplicemente narrativa e quindi di descrizione dei vari episodi vissuti da lui stesso a proprie spese, sia durante lo scontro diretto con gli altri personaggi della storia, una parlantina che, a briglia sciolta, investe tutti i suoi interlocutori, senza escludere nessuno dal suo raggio d’azione a lunga gittata, una sorta di Candid Camera costantemente puntata sulla globalità come solo il Grande Fratello potrebbe rendersi fautore massimo e assoluto.
Tuttavia, non possiamo dimenticarci di Kate, la figura femminile co-protagonista con il rampollo degli Evans, che non si smentisce e tiene perfettamente testa al nostro simpatico mascalzone: leggendo le sue risposte piccate e assistendo al lancio oculato delle sue frecciatine perfide, vi renderete conto di quanto questa giovane donna non sfiguri in Non cercarmi mai più, ma, anzi, aumenti l’attrattiva verso il romanzo, meritandosi di conseguenza non solo un posto nel cuore di Drew, ma anche uno nel vostro.

Già dall’apertura iniziale di Non cercarmi mai più, grazie allo stile fluido e scorrevole di Emma Chase, il lettore si trova catapultato sulla scena, personificando con alternanza una triade di ruoli: da un lato, interpreta la parte del pubblico, ovvia conseguenza della narrazione in prima persona attraverso cui non solo Drew si fa conoscere ampiamente, come già detto per la word Esilarante, ma parla anche in modo diretto con il suo uditorio, ponendo domande retoriche a cui lui in persona si ritrova spesso e volentieri a rispondere, in maniera corretta a volte, sbagliando completamente in altre, sottolineando il suo carattere umano e, quindi, vero, un atteggiamento che lo avvicina all’essere reale e tangibile, non più costituito dagli unici carta e inchiostro come si poteva invece supporre prima di affrontare l’incipit della Tangled Series; in secundis, si può avere la possibilità di recitare la comparsa, una veste che, nonostante la piccola parentesi che la contraddistingue per antonomasia sul palcoscenico, sottolinea l’importanza del suo ruolo, dimostrando di essere parte integrante a quel mondo fantastico che l’autrice ha voluto dipingere con pennellate morbide eppure precise, leggerezza e forza insieme, un ossimoro che ancora una volta mostra la cattura profonda che la coppia esca Drew/Kate è riuscita a mettere in pratica con dei pesci come noi, succulenta preda che non è contemplato lasciarsi scappare, soprattutto dopo aver albergato per una manciata di tempo tra le nostre fauci smaniose; infine, emergono le sembianze definite della controfigura, uno scambio di persona che avviene in modo così istantaneo da non farsi percepire, lavorando in punta di piedi sul confine netto eppure sbiadito sorto tra la fantasia e la realtà, in bilico sul filo del rasoio con ai nostri piedi la bocca dell’oblio ad attenderci, inducendo tutti i coinvolti a conformarsi alla nuova attuale struttura, l’ennesimo segnale che l’immersione totale nelle acque ime del romanzo è avvenuta con successo, enfatizzando l’intenso attaccamento per la storia e verso chi vi abita indisturbato, universo parallelo che normalmente viaggia di fianco al nostro, al pari di binari equidistanti del treno, ma che ora sembra avvicinarsi sempre più, come se fossero rette incidenti tra loro, profetizzando il suo incontro fatidico con la nostra strada e, di conseguenza, deflagrando in innumerevoli sfumature tutte da immortalare e ricordare.
Proprio per queste motivazioni, Non cercarmi mai più può essere definito coinvolgente. Le caratterizzazioni appena fatte rendono lampante la potenza che scaturisce dalle emozioni sorte, in un lampo di follia positiva, grazie alle parole racchiuse nel libro e, quindi, lette, nutrendosi di esse per continuare il percorso iniziato, morendo a causa delle stesse per ultimare questa operazione letteraria. Inevitabile è poi l’influenza dei sentimenti propensi verso Drew, un uomo che cresce e matura, inciampando in un’infinità di errori come se, tutto sommato, non avesse imparato effettivamente nulla dal pregresso di cui è stato il protagonista indiscusso, ma che, a causa di questo suo lato naturale e vicino ai lettori in generale, non può non essere compreso all’inizio, perdonato nel mentre e amato alla fine.

Un altro aspetto di Non cercarmi mai più che non passa inosservato è la sua trasparente autenticità. Dalle parole alle frasi, dai singoli capitoli al libro intero, ogni suo componente richiama una genuinità semplice e veritiera. Partendo dalla trama narrativa, sicuramente troviamo affinità con la realtà di tutti i giorni: la rivalità sul posto di lavoro è una salda consuetudine se si svolge una professione in cui la competizione occupa la maggior parte delle nostre ore, inducendoci a cogliere le palle al balzo che essa suole lanciare da ogni angolazione possibile, per aggiungere prestigio alla nostra carriera, che sia essa già avviata o no, e rinforzare ancora di più la nostra collega e amica professionalità; la testardaggine e la caparbietà, che sembrano esplodere ed espandersi proprio nei momenti in cui sentiamo nel profondo di voler afferrare in modo saldo l’unica aria che vogliamo ad ogni costo respirare, sono peculiarità molto comuni nelle persone sicure di sé e con una notevole autostima, una compagna di viaggio che permette di osare laddove si tende a indietreggiare, voltando le spalle di fronte a qualsiasi ostacolo portentoso sorto sul nostro cammino; la speranza che di solito si ripone nel futuro, nutrendo le giuste aspettative a riguardo, è una radicata tradizione di chi ancora crede e ha fede nel domani, un sorriso volto all’ignoto che non si spegne mai, anche qualora il caso decidesse di interessarci con fatalità da sopportare e superare per avere una minima possibilità di procedere nella direzione indicata dalla stessa dea bendata; l’amore, una forza possente a volte scambiata erroneamente per vergognosa debolezza, è il motore di ognuno di noi, una sconvolgente emozione che, non appena la si conosce, non la si vorrebbe più lasciar andare, il padre di tutti i sentimenti che in maniera inevitabile trascina nelle sue spire, mietendo vittime e comportando in loro un cambiamento importante, mutazione che proprio a causa della sua natura drastica ha perso per strada la sua reversibilità.
E a questo punto, per l’ennesima volta, entra in gioco Drew con il suo essere senza filtri, un individuo autentico che si confessa senza indorare alcuna pillola, evitando di edulcorare e, quindi, mascherare ciò che era, è e, di certo, sarà, un mero uomo che azzarda, sfoderando le sole carte capaci di farlo salire sul podio e vincere l’oro.

 

 

 

 

Valutazione:

 

Scheda libro

Titolo: Non cercarmi mai più
Serie: Tangled Series #1
Autrice: Emma Chase
Casa editrice: Newton Compton
Pagine: 299
Anno di pubblicazione: 2013
Genere: Romance, Narrativa contemporanea
Costo versione cartacea: 5.90 euro
Costo versione ebook: 1.99 euro
Link d’acquisto: Amazon
Sinossi: Drew Evans è bello e arrogante, fa affari multimilionari nella società di famiglia e seduce le donne più belle di New York con un semplice sorriso. Allora perché è stato per sette giorni con le imposte chiuse nel suo appartamento, triste e depresso? Lui risponderebbe per via dell’influenza. Ma noi sappiamo per certo che non è proprio la verità.
Katherine Brooks è brillante, bella e ambiziosa. Quando Kate viene assunta come nuova associata presso l’impresa di investimento bancario del padre di Drew, il focoso playboy entra in tilt. La competizione professionale che si stabilisce tra i due mette in crisi Drew, l’attrazione per lei è fonte di distrazione e soprattutto portarsela a letto sembra una missione impossibile.